ISOLE COOK

ISOLE COOK

Cose da fare - generale

Le Isole Cook sono un insieme di 15 isole immerse nell’ Oceano Pacifico, (Penrhyn, Rakahanga, PukaPuka, Nassau, Manihiki, Suwarrow, Palmerston, Aitutaki, Manuae,Takutea, Mitiaro, Atiu, Mauke, Rarotonga, Mangaia), nel cuore del Triangolo Polinesiano: ad ovest ritroviamo Tonga e le Samoa; ad est, Tahiti e le isole della Polinesia francese.

Il paesaggio nelle isole Cook varia da quello montuoso di Rarotonga ai banchi corallini e agli atolli quasi piatti, che sono invisibili da lontano e vengono coperti dalle onde più grandi. Vi sono spiagge orlate dalle palme da cocco, piantagioni di agrumi e nella parte centrale vi è una vera e propria giungla di felci, rampicanti e alberi altissimi. Su gran parte delle isole meridionali è diffuso il pandanus, le cui foglie vengono utilizzate nell’artigianato tradizionale per confezionare tappeti, cesti e altro. Sugli atolli del gruppo settentrionale di solito il terreno coltivabile è scarso e poco fertile, quindi c’è ben poca vegetazione al di fuori delle palme da cocco.

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Gliabitanti delle Isole Cook sono fondamentalmente polinesiani, ossia abitanti delle 'molte' (poli) isole del Pacifico meridionale, e sono di etnia maori, lontanamente imparentati con i maori della Nuova Zelanda. Anche la lingua locale, il maori delle Isole Cook, ha legami con il maori neozelandese e le lingue polinesiane di Tahiti e delle Hawaii, ma praticamente tutti parlano l'inglese come seconda lingua. Gli abitanti delle Isole Cook hanno fama di essere i migliori danzatori della Polinesia e secondo gli esperti sono anche più bravi dei tahitiani.

Storia

Storia Le Isole Cook iniziarono a essere abitate solo circa 1500 anni fa. Il primo europeo giunto in prossimità dell'arcipelago fu l'esploratore spagnolo Alvaro de Mendana, che nel 1595 avvistò Pukapuka. Per i 150 anni successivi non si hanno notizie di altri contatti europei fino a quando il capitano James Cook esplorò buona parte dell'arcipelago durante le sue spedizioni del 1773 e del 1777. Cook mise piede su una sola isola, la piccola e disabitata Palmerston, e tralasciò Rarotonga, che invece è la più grande, la quale fu esplorata solo più tardi. Il capitano Cook battezzò il gruppo meridionale Isole Hervey, ma 50 anni dopo un cartografo russo rese giustizia a Cook dando all'arcipelago con il suo nome. Per una decina di anni le Isole Cook videro alternarsi al governo fragili ed effimere coalizioni ma ritrovarono la stabilità politica nel 1989 quando diventò primo ministro Geoffrey Henry. L'11 giugno 1980 è stato firmato un trattato con gli Usa, con il quale si sono definiti i confini marittimi tra le isole Cook e le Samoa Americane, con il quale gli statunitensi hanno inoltre rinunciato alle loro pretese sulle isole Penrhyn, Pukapuka, Manihiki, e Rakahanga, delle isole Cook settentrionali.

Natura e ambiente

Natura e ambiente Le Cook si distinguono in due gruppi: Il gruppo meridionale (comprende il 90% dell'area totale delle Cook), composto da isole di origine vulcanica, che comprende Rarotonga, Aitutaki, Atiu, Mitiaro, Mauke e Mangaia. Le uniche eccezioni sono Palmerston e Manuae, i quali sono piccoli atolli. L'isola più estesa è Rarotonga dove risiede metà della popolazione locale; la sua costa è bassa e sabbiosa nella parte occidentale e meridionale, fronteggiata dalla laguna, mentre diventa rocciosa nella parte settentrionale ed orientale. L' isola più piccola è invece, Takurea. Il gruppo settentrionale, formato prevalentemente da atolli corallini scarsamente popolati e che comprende Manihiki, Perhyn e Nassau tra le più conosciute.

Cosa fare

Cosa fare Poiché le Isole Cook sono porto franco, è conveniente acquistare apparecchiature video, macchine fotografiche e materiale fotografico in genere. I souvenir tradizionali sono intagli e statuette di legno, cesti, cappelli di paglia, vasi intagliati, borse di pandanus e terrecotte fatte a mano, conchiglie e madreperla. A Raratonga: il Cultural Village, situato sulla via secondaria di Arorangi, è una vera e propria full immersion nella cultura locale. Con una visita guidata verrete condotti in diverse capanne tradizionali e assisterete a dimostrazioni sulla storia delle isole, sulla medicina maori, sulle tecniche di pesca antiche, sull'intaglio del legno e sulla danza.

Quando andare

La temperatura media varia fra i 25 gradi di agosto e i 29 di febbraio, mentre la minima non scende mai sotto i 18 gradi. Il clima è tropicale con potenzialità cicloniche; si hanno rischi di tifoni soprattutto da novembre ad aprile; si alternano due principali stagioni: una secca e più "fredda" che va da aprile a novembre, con temperature comprese tra 24 e 30 gradi; e una calda (mitigata dalle brezze marine) tra dicembre e marzo, che è anche la stagione delle piogge con brevi e violenti acquazzoni.

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