RANTEPAO - TANA TORAJA

RANTEPAO - TANA TORAJA

Cose da fare - generale

Un viaggio a Tana Toraja è come vivere dentro un documentario culturale. Le case ampie e riccamente dipinte con i tetti a forma di barca punteggiano le risaie terrazzate dove i contadini lavorano i campi accanto ai bufali. E’ un’isola bellissima orlata da montagne e qui la vita ruota intorno alla morte. Le cerimonie funebri riuniscono le famiglie che possono essere disperse fino a Papua o addirittura in Australia; i bufali ed i maiali vengono sacrificati per tenere lontani gli spiriti maligni,  vengono effettuate danze tradizionali e ci sono abbastanza cibi e bevande per tutti coloro che vogliono partecipare. Le famiglie di alta classe sono sepolte in tombe rupestri o sulle scogliere ripide e sono custoditi dai tau tau (effigi di legno a grandezza naturale) che rappresentano la loro immagine.
I maggiori funerali si tengono nei mesi asciutti, quindi nei mesi di luglio e agosto, ma ci sono funerali tutto l’anno. Tana Toraja offre anche percorsi trekking molto interessanti e sulla costa zone di mare davvero meravigliose.

Cultura e Storia

Cultura e Storia Questo arcipelago rappresentò la principale rotta seguita dagli ominidi che raggiunsero Giava (e forse Flores) circa 1,8 milioni di anni fa. I primi gruppi raggiunsero Giava dall'Asia Orientale, via terra, ma rimasero piuttosto isolati fino all'arrivo delle popolazioni moderne di sapiens che penetrarono in questa regione intorno a 50.000 anni fa. Alcuni di quei gruppi più antichi proseguirono il viaggio verso est, colonizzando l'isola di Flores circa 800.000 anni fa; nei dati disponibili non vi sono però tracce di queste antiche popolazioni in Australia, in Nuova Guinea e nelle Filippine. Le più antiche testimonianze antropiche in Indonesia orientale, ad esempio nella caverna di Golo (isola di Gebe), nel riparo sotto roccia di Leang Sarru (Isole Talaud) e nella caverna di Lene Hara (Timor Est), risalgono solo a 35.000 anni fa. È possibile infatti che le isole più a nord siano state popolate solo da gruppi moderni (sapiens) intorno a quella data. Durante il periodo olocenico, a partire da 10.000 anni fa, le condizioni climatiche divennero più calde e umide; il manto forestale si estese e il mare si attestò sui livelli attuali intorno a 6000 anni fa. Nonostante una contrazione complessiva della massa terrestre dell'Indonesia in seguito all'innalzamento del livello marino, la lunghezza della linea di costa aumentò considerevolmente poiché le due piattaforme continentali di Sonda a ovest e di Sahul (Australia e Nuova Guinea) a est si frammentarono in una serie di isole, mentre le estese pianure costiere del Nord di Sumatra e di Giava si formarono con ogni probabilità in seguito all'erosione dei suoli, con notevoli vantaggi per l'uomo derivanti da un consistente incremento delle faune marine edibili. Un fenomeno di rilievo fu la comparsa dell'agricoltura nelle regioni montuose della Nuova Guinea, il cui sviluppo non è da porre in relazione con la coeva affermazione della cerealicoltura (riso e miglio) in Cina (ca. 7000 anni fa). A lungo termine, gli sviluppi culturali cinesi influenzarono l'Indonesia in maniera assai più marcata di quelli che caratterizzarono la Nuova Guinea, un aspetto questo correlabile con la migrazione nell'arcipelago di comunità agricole austronesiane a partire da 4000 anni fa. Tuttavia lo sviluppo delle pratiche agricole in Nuova Guinea, con la coltivazione orticola di tuberi (igname, colocasia) e di piante arboree (banano, pandano), unitamente al consumo di alimenti secondari come la canna da zucchero, ebbero, pur in assenza di cereali e animali domestici, profonda rilevanza per la preistoria delle isole del Pacifico occidentale. La diffusione delle comunità austronesiane coincise con la comparsa di complessi culturali di tradizione neolitica, contraddistinti dalla presenza di ceramica e asce di pietra levigata, dall'allevamento di cani e suini e dalla manifattura di ornamenti di pietra e conchiglia. Chicchi di riso sono stati rinvenuti in un numero crescente di siti neolitici nelle regioni occidentali e settentrionali dell'Indonesia; al contrario la coltivazione di questo cereale sembrerebbe essere stata abbandonata negli ambienti umidi equatoriali della foresta pluviale, in particolare nelle zone orientali (Isole Molucche e Nuova Guinea). I primi manufatti metallici comparvero intorno a 2200 anni fa, in una fase caratterizzata dall'inizio dei rapporti commerciali con l'India. I rinvenimenti di oggetti di bronzo e ferro, di ceramica importata dall'India (Rouletted Ware) a Giava e a Bali, di sepolture in giare e di ceramiche finemente decorate rappresentano chiari indicatori di una estesa rete di scambi che collegava l'Indonesia, la Malaysia orientale, le Filippine e la costa orientale dell'India. Scambi e commerci favorirono lo sviluppo demografico e un aumento della complessità delle società indonesiane, cui contribuì una crescita significativa della produttività agricola grazie all'impiego di utensili di ferro. Mentre è possibile ipotizzare influssi indiani in Indonesia occidentale, non si può dire lo stesso per le regioni dell'Indonesia orientale, in cui le locali religioni animiste perdurarono fino all'arrivo degli Europei. Rimane inoltre il fatto inconfutabile che in Indonesia non sono mai state adottate lingue alloctone (arabo o pracrito indiano) e che dal Neolitico la trasmissione di tratti culturali e genetici austronesiani è proseguita fino a oggi.

Natura e ambiente

Natura e ambiente Le coste dell'isola sono un insieme di spiagge sabbiose, frange di barriere coralline e una serie impressionante di pesci. Mentre, l'entroterra è ombreggiato da montagne e giungle impenetrabili con una ricca fauna selvatica. Le specie endemiche delle Sulawesi sono il bufalo nano, i maiali Babi Rusa, i macachi neri senza coda, i kuskus, gli uccelli Maleo e tarsi spettri. Molte di queste specie possono essere trovati nella Riserva Naturale di Tangkoko e nel Parco nazionale di Bogani Nani Wartabone. Nella parte centro meridionale delle Sulawesi, si trova la favolosa regione di Tana Toraja, circandata da montagne e immense risaie e una cultura unica.

Suggerito perché

Gli abitanti di Toraja vivono nelle valli lussureggianti ricoperte da terrazze di riso verdi e da fertili piantagioni di caffè. “Scoperti” e aperti al mondo dal loro lungo isolamento solo a partire dall’ inizio del secolo scorso, ancora oggi aderiscono alle loro secolari credenze, riti e tradizioni, anche se molti si sono modernizzati o hanno abbracciato il cristianesimo. Quando si viaggia nella Terra di Toraja si rimane stupiti dalla spettacolare bellezza della natura ed al tempo stesso si capisce come le comunità nel corso dei secoli hanno sostenuto le loro credenze e tradizioni al fine di sopravvivere a questo eterno ciclo della vita e della morte sulla terra.

TORAJA HERITAGE

Jl. Kete' kesu. Rantepao, Tana Toraja.

Situato ad un’altitudine di 700 metri con vista Dettaglio

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Purtroppo non ci sono offerte per soluzioni con cucina disponibili in questa località.

LA TERRA DEI TORAJA

RANTEPAO - TANA TORAJA
Un tour molto particolare in Sulawesi alla scoperta delle Dettaglio
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